Il mese scorso sono andata ad una conferenza tenuta da Carla Guerci, autrice del blog La scala degli Angeli.
La conferenza trattava della Terapia verbale e del Psicosciamanesimo. Lì ho acquistato anche il libricino “La terapia verbale” di Gabriella Mereu.
Conoscevo già Gabriella Mereu dal suo video “la Terapia verbale”, che tra l’altro mi è piaciuto.
Per chi non conosce già questa signora, rammento che è laureata in Medicina e Chirurgia a Sassari; diplomata in Medicina Olistica ad Urbino, diplomata in Grafologia. Ha seguito anche il corso di Medicina Omeopatica e attualmente è odontoiatra. (solo per farvi un idea del suo back-ground)
Mereu ha messo a punto la terapia verbale che riceve non pochi commenti negativi e giudizi da parte di chi ancora fa resistenza alle nuove terapie. In effetti, con solo l’uso (sapiente) della parola si guarisce. Sembra quasi una magia…. E in effetti, la Mereu è una strega dei nostri tempi! Peccato che anche adesso nel 2011 non mancano anche gli inquisitori!
Niente farmaci, niente macchinari, niente di niente. Solo con la parola. (Il che non dovrebbe stupire, visto che il nostro Creatore ha creato l’Universo usando solo la parola :-)
Secondo la Mereu, la terapia migliore è quella che segue tra parametri: agire nel minor tempo possibile, essere la meno traumatica possibile e la meno dispendiosa possibile.
Tra l’altro il paziente guarisce da solo; non c’è una medicina che fa da veicolo alla guarigione; semplicemente, con l’uso della parola si innesca il processo perché, la malattia è un’espressione che non fa altro che rivelare in maniera metaforica un vissuto emozionale, che ha portato alla malattia stessa.
Il paziente si esprime attraverso un linguaggio metaforico parlando della sua malattia; linguaggio che la Mereu l’ha denominato “pazientese”. Il pazientese è frutto della realtà interna della persona, del la sua immaginazione. Il processo interno che porta alla malattia è questo: emozione negativa -> immaginazione -> malattia. L’immaginazione sviluppa una metafora, che è la malattia stessa. Questa metafora è, spessissimo, ironica ed anche tragicomica.
Anche le parti del corpo colpite dalla malattia hanno un significato simbolico. Per esempio: le spalle alla responsabilità, la schiena al dovere, le scapole alla libertà, le natiche alla posizione sociale, matrimonio o ambiente di lavoro; le mani e i piedi alla relazione col proprio partner, le ginocchia all’orgoglio.
Nel libro viene spiegato anche l’effetto placebo, il terreno (la malattia si sviluppa in un “terreno” propizio), quali sono i soggetti più a rischio di avere malattie (soprattutto quelli che hanno avuto genitori formali e rigidi), le malattie croniche e quelle acute, le allergie e altri argomenti inerenti alla malattia e alla guarigione.
Comunque, nella terapia verbale si usa la metafora individuale che portano in sé un significato particolare per il paziente in esame. Se non si riesce a ricavare la metafora durante il colloquio allora si può utilizzare una metafora generica.
Molto interessanti sono i casi presentati nel libro e un capitolo a parte tratta l’argomento “parenti”. Infatti, è sempre da una relazione, da un legame che si sviluppano i sintomi.
In ordine di patogenicità, la persona più pericolosa come causa di malattie mentali e fisiche, è la mamma. La suocera e il marito stanno a pari merito, poi ci sono i cognati e, in ultimo, i figli, specialmente quando si fanno più grandi e quando i genitori invecchiano.
Invece, il sentimento più frequentemente causa di malattia è il sentimento di abbandono. Questo può essere distinto in paura di abbandono ed effettivo sentimento di abbandono per una separazione o un lutto.
Un altro tema frequente è il sentimento di repressione e poi via con gli altri: la paura di far una brutta figura, essere svalutato, sensi di colpa, lì orgoglio (che porta con sè l’invidia, il risentimento e l’attitudine al comando). Questi sentimenti soffocano il bambino che è in noi che, poi, ci fa dispetti con le malattie. Perché lui desidera stare tranquillo, godere dei piaceri e giocare.
In conclusione, la terapia verbale non intossica, si può applicare dappertutto, ha spesso effetti immediati, ma il fatto più importante è che si arriva in maniera semplice alla consapevolezza del significato del sintomo quali: libera dalla paura perché esprime il principio che la malattia viene da noi stessi.
Ecco qui il sito della Dottoressa Mereu: www.terapiaverbale.it
Vi segnalo che la potete trovare anche su face book dove c’è una pagina dedicata alla terapia verbale e dove ci sono delle discussioni molto interessanti.