Un libro nel cuore

lug
2012
10

scritto da on libri

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Ci sono libri che sono più “vivi” delle persone; lasciano una traccia indelebile nel cuore. Per me, uno di questi libri è “Il piccolo principe” di Antoine de Saint-Exupery.

Ho scoperto questo libricino in una delle mie vacanze dai miei nonni. Ricordo con precisione come’è avvenuto questo “incontro”, come se una parte di me sapeva che mi avrebbe fatto emozionare e mi avrebbe fatto compagna per tutta la vita. E se è vero che anche i libri hanno un’anima, è stato un incontro di anime, un incontro esplosivo.

Ero andata a trovare i nonni per le vacanze pasquali e fuori faceva un po’ freddino, cosa abituale per il mio paese, per quel periodo. Per di più, pioveva: una pioggia tranquilla di primavera e un vento leggero muoveva i rami del melo che era davanti alla finestra della mia stanza. Il melo davanti alla mia finestra era carico di fiori, e lentamente, i petali cadevano in una danza che sembrava una danza di angeli.

Mi annoiavo: non potevo andare a trovare gli amici per il maltempo; in cucina non si poteva entrare perché la nonna cucinava e non mi voleva in mezzo ai piedi :-) .

L’unica cosa che potevo fare oltre a contare le goccioline che scivolavano sulla mia finestra era quella di leggere. E allora, ho preso “a caso” il libro di Saint-Exupery anche perché sembrava uno per bambini.

Ed è stato amore a prima vista. Non mi sono mossa più dal letto finché non l’ho finito. Non mi sono fatta tentare neanche dai dolci di mia nonna che non ammetteva la mia presenza in cucina ma mi aveva “assunta” come degustatrice ufficiale :-D.

Da allora, è stato un libro che mi ha sempre accompagnato. Mi piace riprenderlo e leggere qualche passaggio. Anche a mia figlia, quando era piccolina, lo leggevo alla sera per farla addormentare. Ogni tanto, mi scivolava qualche lacrima che lei toccava con il ditino chiedendomi: “Mammina, perché piangi?”. Era troppo piccola per comprenderlo – in effetti, secondo me è un libro per adulti, per quelli che hanno ancora il cuore aperto – ma mi supplicava di continuare a leggerlo.

“Ancora, ancora” mi sussurrava con la sua piccola vocina mentre stava rannicchiata tra le mie braccia. E io continuavo a leggere senza muovermi, mentre il suo corpicino diventava sempre più pesante e il suo respiro più regolare. E in quel momento era come se il Piccolo Principe fosse lì con me, con la sua rosa, con la sua volpe, con la sua stella e con la sua infinita tenerezza.

Vorrei lasciarvi un piccolo passaggio dal libro, che dedico ai miei amici, dovunque si trovino adesso.

Non sapevo che passaggio scegliere, ci sono tanti che avrei voluto condividere con voi. Stavo quasi quasi per scegliere il passaggio in cui il pilota e il Piccolo Principe vanno in cerca dell’acqua nel deserto.

 Il deserto, che è il simbolo del futuro dove tutto è possibile e dove ogni cosa deve ancora incominciare. Il deserto –  il luogo dove il passato si azzera e dove il futuro si apre alla trasformazione. E poi,  ”ciò che abbellisce il deserto è che nasconde un pozzo in qualche luogo …”. Quello che fa la sua bellezza è invisibile. E’ proprio nel deserto che  un po’ d’acqua può far bene anche al cuore.

Ma poi, ho scelto questo frammento che spero vi piaccia:

“Quello che è importante, non lo si vede …”

“Certo.”

“E come per il fiore. Se tu vuoi bene a un fiore che sta in una stella, è dolce, la notte, guardare il cielo. Tutte le stelle sono fiorite.”

“Certo …”

“E come per l’acqua. Quella che tu mi hai dato da bere era come una musica, c’era la carrucola e c’era la corda … ti ricordi … era buona.”

“Certo.”

“Guarderai le stelle, la notte. È troppo piccolo da me perché ti possa mostrare dove si trova la mia stella. È meglio cosi. La mia stella sarà per te una delle stelle. Allora, tutte le sere, ti piacerà guardarle … Tutte, saranno le tue amiche. E poi ti voglio fare un regalo …!

Rise ancora.

“Ah, ometto, ometto mio, mi piace sentire questo riso!”

“E sarà proprio questo il mio regalo … sarà come per l’acqua …”

“Che cosa vuoi dire?”

“Gli uomini hanno delle stelle che non sono le stesse. Per gli uni, quelli che viaggiano, le stelle sono delle guide. Per gli altri non sono che delle piccole luci. Per altri, che sono dei sapienti, sono dei problemi. Ma tutte queste stelle stanno zitte. Tu, tu avrai delle stelle come nessuno ha …”

“Che cosa vuoi dire?”

“Quando tu guarderai il cielo, la notte, visto che io abiterò in una di esse, visto che io riderò in una di esse, allora sarà per te come se tutte le stelle ridessero. Tu avrai, tu solo, stelle che sanno ridere!”

E rise ancora.

“E quando ti sarai consolato (ci si consola sempre), sarai contento di avermi conosciuto. Sarai sempre il mio amico. Avrai voglia di ridere con me. E aprirai a volte la finestra, cosi, per il piacere … E i tuoi amici si saranno stupiti di vederti ridere guardando il cielo. Allora, tu dirai: “Si, le stelle mi fanno sempre ridere!” e ti crederanno pazzo.” “Sarà come se t’avessi dato, invece delle stelle, mucchi di sonagli che sanno ridere …” 

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